LA RIBOLLA GIALLA – Il Vigneto Friuli – le DOC

Le doc e e docg
Le schede che seguono sono dedicate alle rinnomate zone a denominazione di origine di produzione del Friuli Venezia Giulia, corredate dalle mappe create dal Servizio Vitivinicolo dell’Ersa negli anni Novanta. Le piantine in alcuni casi non riflettono più gli aggiornamenti dei rispettivi disciplinari di produzione: The Italian Wines le ripropone perchè sono entrate nella memoria collettiva dei professionisti e degli appasionati del vino friulano, rappresentando apprezzati strumenti di promozione e valorizzazione della specificità e peculiarità delle diverse zone viticole regionali.

Carso
Correva l’anno 1985 quando fu riconosciuta la denominazione Carso. Ci vollero altri 8 anni prima che prendesse vita anche il Consorzio di tutela, l’unico in regione che nello statuto, in onore alla minoranza slovena che rappresenta però la maggioranza dei vignaioli, riporta anche il nome “Konzorcij za Lascito Kontroliranega porekla Vin Kras”. Ma questa non è l’unica particolarità della Doc Carso.
Di unico c’è senz’altro l’ambiente, tanto suggestivo quanto ostico per fare della viticoltura, ma anche la base ampelografica che annovera due varietà, il Terrano e la Vitovska, praticamente irreperibili nel resto del territorio regionale. I pochi viticoltori della zona sono i portavoce di una piccola realtà vitivinicola che tuttavia riesce ad esprimere prodotti di grande fascino ed eleganza. Vini “di mare” che forse un po’ si staccano dalle tipologie classiche del Friuli Venezia Giulia ma che, proprio per questo, ne completano armoniosamente la gamma.
I vini caratteristici di questo territorio sono: Malvasia, Terrano e Vitovska.

Collio
Il Collio è quella fascia collinare in provincia di Gorizia che si estende a ridosso del confine con la Slovenia, fra i fiumi Isonzo e Judrio in un susseguirsi di pendii generalmente esposti a mezzogiorno, particolarmente adatti ad una viticoltura specializzata e pregiata. La presenza, alle spalle, delle Prealpi Giulie, concorre a creare una barriera protettiva dai venti freddi settentrionali; la vicinanza dell’Adriatico influisce positivamente sul clima creando così un microclima assolutamente unico per ventilazione ed escursione termica. Altro elemento positivo è la composizione del terreno, costituito da marne e strati di arenarie giunte in superficie a causa dell’affioramento dei fondali dell’Adriatico nel periodo terziario. Sotto l’azione degli agenti atmosferici queste formazioni rocciose si trasformano in un substrato ideale per la viticoltura. La naturale inclinazione dei pendii permette un apporto idrico adeguato ad una produzione qualitativamente ottimale.
I vini caratteristici di questa zona sono:
Collio bianco, Tocai friulano, Chardonnay, Malvasia, Müller Thurgau, Picolit, Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla Gialla,  Riesling Italico, Riesling, Sauvignon, Traminer Aromatico, Collio Rosso, Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero

Friuli Annia
E’ una piccola Doc di 200 ettari contraddistinti da terreni sabbioso – argillosi, ricchi di sali minerali inseriti in un pregevole contesto naturalistico. Il clima è caratterizzato dalle brezze marine e da buone escursioni termiche giornaliere, la cui influenza si ritrova nella singolare pienezza e nella ricchezza di profumi proprie dei vini che si producono in tutta la fascia meridionale della provincia di Udine.
Il Consorzio per la tutela della Doc Friuli Annia è l’ultimo, in termini cronologici, a comparire sul palcoscenico della vitivinicoltura friulana. L’atto costitutivo è datato 1996 e segue, a distanza di circa un anno, il decreto di riconoscimento della denominazione di origine. In una prospettiva più lunga l’intento del Consorzio è quello di far guadagnare alla Doc Annia la giusta visibilità nelle carte dei vini di quanti propongono menù a base di pesce e piatti tipici. Un obiettivo sicuramente alla portata dei produttori di una denominazione che ha portato in Marano Lagunare il suo capoluogo ideale; località che oltre al mercato ittico più importante della regione vanta una ristorazione di altissimo livello.

Friuli Aquileia
La zona di produzione dei vini Doc Friuli di Aquileia è costituita dalla fascia di terra che si affaccia sulla Laguna di Grado e prosegue a nord, verso Aquileia e Cervignano del Friuli, fino a raggiungere la storica fortezza di Palmanova. Le caratteristiche pedoclimatiche di questa zona si sono rivelate fin dall’antichità particolarmente adatte alla coltivazione della vite.
Il clima infatti beneficia della vicinanza del mare, per essere d’estate sempre ventilato quindi meno umido e d’inverno più mite con temperature che solo poche volte scendono sotto lo zero.
I terreni sono di natura prevalentemente argillosa con una componente sabbiosa in percentuale che varia da zona a zona.
Si sono originati nel corso dei millenni, da fenomeni alluvionali, strappando alle colline soprastanti argilla, sabbia e ricchi detriti minerali dalla varia composizione. Clima e terreno insieme quindi favoriscono uno sviluppo ottimale della vite ed assicurano ideali condizioni di equilibrio della pianta, fattore principale per ottenere uve di elevatissima qualità.

Friuli Colli Orientali
Arte, cultura, storia e, naturalmente, vino: la zona di produzione dei vini Doc “Friuli Colli Orientali”, che ha in Cividale il suo capoluogo enologico e il centro più conosciuto fuori dai confini regionali, è ancora tutta da scoprire – o quasi – dal punto di vista turistico e paesaggistico. Dalle pendici del monte Bernadia, a nord, fino allo Judrio che segna il confine tra le province di Udine e di Gorizia, c’è solo l’imbarazzo della scelta: scoprire i ruderi di castelli medievali nei dintorni di Attimis, visitare monumenti religiosi come la Pieve di San Gervasio a Nimis o l’Abbazia di Rosazzo, Cividale con le sue vestigia romane e longobarde. I 2300 ettari vitati di questo territorio sono stati ribattezzati “Parco della vite e del vino”, felice sintesi di un progetto che vuole garantire alla vitivinicoltura il massimo dello sviluppo nell’ambito di una gestione integrata delle risorse. Il Consorzio Tutela Denominazione Origine Vini “Friuli Colli Orientali”, parte integrante di questo progetto, vanta oggi oltre 200 soci dei quali un centinaio sono imbottigliatori e molti di questi offrono ospitalità agrituristica di qualità. Dai loro vigneti producono oltre 80 mila ettoliri di vino Doc, dei quali almeno 30 per cento viene commercializzato all’estero.
All’interno del territorio di questa Doc insistono le sottozone Schioppettino di Prepotto, Cialla, Pignolo di Rosazzo, Ribolla Gialla di Rosazzo, Refosco di Faedis. Anche le tre Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo  ricadono interamente in porzioni dell’ambito dei Friuli Colli Orientali.

Friuli Isonzo
La valle del fiume Isonzo, l’alta pianura della provincia di Gorizia, un mondo di grandi vini.
Valorizzando le peculiarità ambientali, si sono compiuti studi che hanno portato alla ripartizione del territorio in aree omogenee per tipologie di terreni e di clima: la sinistra dell’Isonzo si contraddistingue per i terreni poco calcarei, ricchi di argille nobili impastate a ghiaie rosse, mentre la destra si rivela molto calcarea grazie alla presenza di ghiaie bianche. Per questo esiste un progetto che divide il territorio in due aree definite e denominate RIVE ALTE e RIVE DI GIARE che dall’aprile 2004 possono apparire in etichetta.
L’area è vocata alla produzione di uve a bacca sia rossa che bianca, che conferiscono struttura e colore ai vini rossi, intensi e vellutati, ed aromi eleganti ed armoniosi a quelli bianchi.

Friuli Grave
Tra le province di Udine e Pordenone, a cavallo del fiume Tagliamento, si estende un paesaggio naturale di spiccata originalità: i “magredi” o “grave”, generate dai grandi conoidi alluvionali dei fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. Nella parte settentrionale sono caratterizzate da un terreno grossolano, via via più minuto a ridosso della costa man mano che i fiumi proseguono nel loro corso.
Le Dolomiti e le Alpi Carniche e Giulie riparano le Grave dalle correnti e dai venti freddi provenienti da nord mentre l’effetto benefico della vicinanza del mare Adriatico concorre a mitigare il clima, rendendolo particolarmente adatto alla coltivazione della vite.
Un’altra ragione caratterizza le Grave e la sua pregiata produzione: l’ampia distesa pietrosa durante il giorno riflette la luce necessaria alla maturazione delle uve, la sera restituisce il calore accumulato nelle ore più assolate, con un duplice effetto benefico per la vite. Soprattutto nelle notti di fine estate tale influenza risulta importante poiché permette di protrarre la stagione della vendemmia ottenendo uve più zuccherine, con una maggior dotazione di aromi e profumi.
Così dalla notte dei tempi. Così Sassi Doc.

Friuli Latisana
La zona si estende nella fascia meridionale della provincia di Udine e comprende terreni sabbioso-argillosi, a volte di difficile lavorazione ma ricchi di sali minerali; il terroir, le brezze caratteristiche, le escursioni termiche determinano corpo, struttura ed aroma del vino.
Forse non tutti sanno dell’esistenza di documenti d’archivio che testimoniano quanto i vini di Latisana fossero tenuti in considerazione presso i banchetti della Serenissima Repubblica di Venezia. Decisamente più noto è il fatto che il medesimo vino viene ancora oggi cantato nelle villotte friulane. L’esistenza di una tradizione vitivinicola consolidata è quindi fuori discussione. Ma ciò che più caratterizza queste terre è la capacità di esprimere una vocazione turistica che sembra scritta nel patrimonio genetico delle genti della “riviera friulana” e che, si badi bene, non si esaurisce sulle spiagge di Lignano. Al contrario. E’ un’ospitalità che parla di campagne, di risorgive, di fronde ombrose che si bagnano nelle acque silenziose del fiume Stella. Un’ospitalità che passa necessariamente attraverso la cucina e, ovviamente, attraverso i calici di vino.
I vini caratteristici di questo territorio: Pinot grigio, Pinot bianco, Chardonnay, Sauvignon; Tocai friulano, Traminer aromatico, Malvasia, Riesling renano, Merlot, Cabernet Franc; Cabernet Sauvignon, Refosco dal peduncolo rosso; Pinot nero, Franconia.

Docg Picolit
Il Picolit è caratterizzato da produzioni limitatissime dovute a una particolarità nello sviluppo degli acini che vanno incontro ad un parziale aborto floreale, lasciando il grappolo spargolo con acini più piccoli e più dolci. Oggi viene coltivato nella fascia collinare del Friuli Venezia Giulia, nelle province di Udine e Gorizia. La vendemmia 2006 è la prima a Docg “Colli Orentali del Friuli – Picolit”: grazie al riconoscimento del particolar pregio, il Picolit è infatti la seconda Docg della regione Friuli Venezia Giulia.
Colore: giallo paglierino carico. Giallo oro antico intenso, specialmente se invecchiato o affinato in legno.
Profumo: molto complesso, fruttato, spiccano note di frutta secca, albicocca e miele; note floreali di ginestra e tiglio.
Gusto: al palato dolce, armonico, piacevolmente grasso, equilibrato. Ottima gradazione alcolica. Retrogusto persistente con sensazioni fruttate in linea con l’apporto aromatico.
Abbinamenti: per le sue caratteristiche è un vino “da meditazione” da abbinare a pasticceria secca o formaggi stagionati come il “formadi frant”, antico prodotto caseario friulano.

Docg Ramandolo
Storicamente pare accertato che il Verduzzo Friulano venisse coltivato in queste terre già in epoca pre-romana ed è quindi considerato a tutti gli effetti un vitigno di origine autoctona.
Arriviamo così ai gironi nostri, giorni di eccellenza che vedono la zona di Ramandolo diventare il primo “cru” del Friuli, sottozona ritagliata all’interno della doc Colli Orientali del Friuli e autorizzata a dare il nome al vino ivi prodotto e, più tardi, prima Docg della regione con decreto ministeriale del 9 ottobre 2001.
Il Ramandolo viene prodotto, come detto, utilizzando le uve della varietà Verduzzo Friulano raccolte nei vigneti che crescono in un’area ben precisa dei territori di Nimis e, in parte, di Tarcento, a nord-est di Udine, una sorta di anfiteatro naturale che crea un ambiente ideale per la coltivazione di questa varietà particolare.
Il metodo di produzione prevede l’impiego di uve sovramature, anche solo in percentuale; le uve vengono lasciate appassire sulla pianta, come vuole la tradizione, oppure vengono raccolte e deposte in luogo ben areato per l’appassimento.
Ad oggi il Consorzio conta 29 Aziende agricole Associate di cui 26 imbottigliatrici.
Il vino caratteristico di questa zona è:  Ramandolo

Docg Rosazzo
È la più recente – il decreto reca data 14 ottobre 2011 – a entrare nell’olimpo delle Denominazioni di Origine Controllata e Garantita. La nuova Docg Rosazzo interessa una decina di aziende che, su circa 50 ettari di vigneto, producono 1.200 ettolitri di vino l’anno. Con l’etichetta Docg si produce soltanto un vino bianco, il che è una novità assoluta per il Friuli Venezia Giulia: si tratta di un uvaggio con base di Friulano (almeno il 50%), Sauvignon (20-30%), Pinot bianco o Chardonnay (20-30%), Ribolla gialla (fino al 10%). Il vino «Rosazzo» all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere a specifiche caratteristiche, tra cui il colore giallo paglierino più o meno intenso, l’odore caratteristico e delicato, il sapore secco e armonico, il titolo alcolometrico volumico minimo pari a 12%.

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