IL MONDO DEL VINO –  Il manuale del perfetto enoturista

Il manuale del perfetto enoturista.

Sono dei piccoli e semplici consigli quelli che forniamo, ma crediamo siano preziosi: con il dovuto rispetto, diamo del “tu” all’enoturista, intendendo così accoglierlo nella nostra grande famiglia.
Caro enoturista, parti dal presupposto che il produttore lavora sodo in tutte le stagioni dell’anno, ma troverà sempre tempo per incontrare gli appassionati e coloro i quali sono interessati a conoscere da vicino il suo operato. Per questo motivo, ti consigliamo di prenotare la tua visita e dargli modo di organizzare la tua accoglienza.

Note di “bon ton” in cantina

Prima di iniziare la visita ricordiamoci due basilari accorgimenti: la temperatura media interna della cantina è inferiore a quella esterna e quindi è buona norma portare con sé un giacchino per non incorrere in un poco piacevole sbalzo di temperatura. La cantina è un luogo di lavoro e, anche se tutto è improntato alla massima sicurezza, è meglio calzare scarpe comode e antiscivolo per affrontare al meglio il percorso nelle diverse sale e nel vigneto.
Durante la spiegazione cerchiamo di fare silenzio o di parlare a bassa voce, senza disturbare gli altri visitatori; aspettiamo di porre le nostre domande e curiosità al vignaiolo una volta che questi ha terminato. Sarà per lui un grande piacere ascoltarci e risponderci.
Rispettiamo il flusso del percorso della visita, seguendo l’accompagnatore e ascoltando i suoi eventuali suggerimenti. Se assecondiamo il ritmo del gruppo, apprezziamo meglio anche ciò che vediamo e sentiamo. Osservare attentamente è importante, ma non tocchiamo i macchinari e le attrezzature da lavoro!

Le regole con il calice in mano
Al termine della visita della cantina, è arrivato il momento della degustazione. Bere e degustare non hanno lo stesso significato: il vino, la grappa e gli altri distillati si degustano e si apprezzano sorseggiandoli. Degustiamo il vino con moderazione e senza esagerare. L’ubriacatura ci priverebbe del piacere di questa giornata: saremmo ridicoli, ma soprattutto fastidiosi nei confronti degli altri ospiti, senza contare che, se poi ci mettiamo alla guida dell’auto, potremmo diventare decisamente pericolosi per l’incolumità altrui.
Degustiamo il vino in un calice in vetro a norma Iso o simile (la forma ricorda un tulipano o un semiuovo), che terremo sempre pulito, lavandolo con acqua corrente. Durante la degustazione teniamo il calice per lo stelo: così il calore della nostra mano ed eventuali profumi non influiranno sull’obiettività e il piacere di questa operazione.
Osserviamo se il vino è limpido e poi, inclinando il calice su un piano bianco, verifichiamo il suo colore e, verso il bordo del calice, la sua tonalità (un vino rosso avrà tonalità violacea se giovane e sempre più ramata e aranciata man mano che evolve; i vini bianchi potranno essere di colorazione giallo verdolino o giallo paglierino se giovani, oppure giallo dorato o ambrato nel caso di vini passiti). Roteando il vino nel calice vedremo formarsi degli archetti sulla superficie di vetro: se sono vicini tra loro il vino ha, probabilmente, una buona consistenza e gradazione alcolica adeguata.

La prova del naso

Avviciniamo il calice al naso e inspiriamo intensamente in caso di vini fermi, più delicatamente in caso di vini spumanti: riconosceremo la qualità dei profumi, la loro freschezza e la loro eleganza e, con un po’ di allenamento, li potremo attribuire alle loro famiglie di appartenenza relative a fiori, frutta, frutta secca, confettura, sentori erbacei, speziati, animali, eterei, tra le principali. Se non riconosciamo subito i profumi, non insistiamo, affaticheremmo i nostri recettori. Un piccolo consiglio: facciamo molta pratica annusando tutto quello che quotidianamente ci passa sotto il naso.
Portiamo il vino in bocca in quantità di un cucchiaino da caffè e deglutiamo senza soffermarci più di tanto sulle sensazioni che ci si presentano ma… “avviniamo” la bocca. In un secondo momento mettiamo in bocca una quantità maggiore e soffermiamoci a esplorare le sensazioni: dolcezza sulla punta della lingua, offerta dagli zuccheri; acidità sui lati anteriori della lingua, dove la presenza degli acidi procura una leggera salivazione.
Sui lati posteriori della lingua avvertiremo la sapidità, data dai sali. In fondo alla lingua sentiremo le eventuali sensazioni amare. Sulla base della lingua potremo avvertire l’astringenza, data dai tannini e riscontrabile nei vini rossi, la pungenza, data dall’anidride carbonica e tipica degli spumanti. La sensazione di pseudocalore, che offre l’alcool, è anche avvertita sulla base della lingua.
Zucchero, alcool e glicerina (una sostanza che dà morbidezza) rappresentano la componente morbida del vino, mentre i tannini, gli acidi e i sali minerali la sua durezza. Se avvertiamo in modo non squilibrato morbidezza e durezza, stiamo assaggiando un vino equilibrato. Un vino bianco o un vino rosso giovane possono darci una maggiore sensazione di durezza, che non è negativa: dipende dal vino che stiamo assaggiando.

Questione di corpo

Sulla lingua potremo sentire anche un ‘peso’: questo è il corpo del vino, offertoci da quelle sostanze, che se, per ipotesi, facessimo bollire il vino, non evaporerebbero. Il corpo potrà essere più o meno evidente. Dopo aver deglutito il vino, inspiriamo un po’ di aria dalla bocca ed espiriamola dal naso: sorpresa!!! Ritorneranno alla mucosa olfattiva i profumi, amplificati: è avvenuta nel nostro apparato gustativo una sorta di concentrazione data dalla temperatura. Sono gli stessi profumi che abbiamo sentito annusando il vino, o sono differenti?
Probabilmente, in occasione di un’escursione enoturistica, assaggeremo diversi vini: se possiamo, intervalliamo tra un vino e l’altro un sorso d’acqua e ricordiamo che il vino … fa buon sangue ma… se consumato con moderazione!!!

Accomiatarsi
Avviciniamoci al vino con rispetto, ricordiamo che il produttore dedica alla sua realizzazione tanta energia e, se il vino non incontrerà il nostro gusto, potremo comunicarglielo (garbatamente): sarà contento di conoscere la nostra opinione!!!
Al termine della visita ringraziamo chi ci ha accolto e lasciamo pure, se lo desideriamo, i nostri riferimenti, in modo che possiamo essere informati su eventuali eventi e degustazioni organizzati: al vignaiolo farà senz’altro piacere scoprire il nostro autentico interesse.
Ok, adesso siamo pronti per la nostra gita. Solo un’ultima cosa: la buona educazione apre tutte le porte, anche quelle delle cantine!

Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia

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